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giovedì 23 giugno 2011

MA CHE GARA HAI VISTO?!

Devo essere onesto? Una gran bella gara. Lo dico, lo confermo e lo ribadisco. Bella.
Mi ha fatto battere il cuore come non mi capitava da un bel po’, e di questi tempi di vacche da F1 magrette è un fatto per nulla trascurabile.
D’accordo ci sono state 235 uscite della Safety Car; va bene c’è stata una pausa dalla durata stracciaballe, ma nei momenti di Gara (e non a caso applico la “G” maiuscola) io ho goduto. Anzi, ho stragoduto, perché quasi tutto quello che desideravo di vedere si è verificato.

Ho goduto nel vedere quel boriosetto di Hamilton appiccicarsi al muro nell’esercitare il suo usuale modo di farsi “valere” sull’avversario, a maggior ragione se trattasi di team-mate. Il soggetto è di una bravura disarmante ed ha un’aggressività agonistica che mi affascina, e io so bene che uno come lui DEVE sentirsi una spanna sopra gli altri sennò che ci sta a fare lì dove si trova? Ma cavoli, quando osi troppo, la combini e la paghi, ammettilo e metti via. E gli è andata pure bene che Button alla fine ha vinto, altrimenti in McLaren gli mettevano in conto pure le mutande di Jenson da esorcizzare dopo lo spavento preso.

Ho goduto nel vedere i piloti per cui provo simpatia ed ammirazione, Webber e Button (che poi sono gli stessi che compongono il mio equipaggio di punta), giocarsela fino alla fine al netto di qualsiasi sorpasso da pit-stop, direttamente sull’asfalto, come ai bei tempi. Ho goduto moltissimo nel vedere Schumacher battagliare come di par suo finchè le condizioni della pista, vista la macchina che c’ha, glielo hanno permesso (imbarazzante e quasi umiliante il sorpasso subito da Webber: la mortificazione meccanica dell’abilità umana). Ho goduto un casino nel vedere Sebastian “Ditino” Vettel cedere come una verginella alla pressione messagli da un Button imbufalito in maniera spettacolare. Ed è stato bello prechè è la prima volta che quest’anno sente il fiato sul collo ed è (putacaso) la prima volta che sbaglia.

Non ho goduto per le sorti della Ferrari, ma un po’ masochisticamente ho sorriso quando Massa ha firmato un muro col rosso del suo musetto. Sono sincero, stavo aspettavo il manifestarsi di un evento nefasto da parte sua, e fatalmente questi si è presentato nei panni di una scellerata manovra di doppiaggio che non ti aspetteresti mai di veder fare da un professionista del volante dall’esperienza pluriennale. Perfino mio figlio di poco più di un anno e mezzo, che non sa ancora parlare e non capisce una mazza di F1 (chiama le macchine “casa”... e ho detto tutto), mi ha lanciato un eloquente sguardo di stupito disappunto che diceva: “Se hai appena montato le slick e sulla pista c’è un solo corridoio asciutto, devi doppiare una Virgin e vai al doppio della sua velocità, allora devi fare una manovra morbida e tonda, perché esci dall’asciutto e sali sull’umido, le tue gomme sono LISCIE e non hai bisogno di sfruttare la scia fino all’ultimo centimetro utile. Non devi strapazzare la macchina come se fossi sotto al sole mediorientale di Abu Dhabi, quà sei sulle pozze Canadesi! Ti dice niente il concetto di pioggia nel nordamerica? Bah!” Tutto questo in una sola occhiata… ma come ci intendiamo?! Spettacolo.

E poi ho goduto perché vengo da una serie di 4 fantapodi (ad esclusione del 5° posto di Barcellona) de una vittoria col mio Button su Webber, sono 3° in campionato ad 1 punto dal 2°, ed ora che la FIA ha dichiarato guerra all’ammazza-campionato Red Bull, e sentendo conseguenti rumors di McLaren come prossima macchina da battere in gara (ricordo nuovamente che io ho Button), guardo al futuro con occhi fiduciosi.


Ciao gente… e tremate, perché JT e BE sistemano tutto…

Alessandro
Team Bielle Roventi

PS: 632 parole, che vogliamo fare?

3 commenti:

Damiano ha detto...

bell'articolo, cacchio mi dispiace tre volte di più , adesso, non essere riuscito a vedere questa fantastica gara ....

Enrico ha detto...

632 parole si... ma articolo molto bello!
Ho in serbo una novita' per gli articoli di razza come questo

Enrico

Alessandro ha detto...

Ma così mi lusingate. Adesso il mio ego in costante ricerca di appagamento mi obbligherà a pubblicare con regolarità