Il Senna 2016, campionato con nove giocatori, a mia
memoria il più affollato a cui abbia mai preso parte. Come prevedibile abbiamo
affrontato un’asta piuttosto asfissiante, con tutti gli elementi in palio razziati
e contesi, probabilmente con una distribuzione delle forze più equilibrata che
in passato. Soli esclusi dalle lotte di mercato sono rimasti i componenti Sauber
e Manor, elementi che francamente, senza patemi di smentite, non esito a definire
inutili se non addirittura deleteri.
Inevitabilmente a qualche partecipante capita di
non riuscire a mettere assieme una squadra sufficientemente competitiva o
che almeno lo soddisfi un po’. A maggior ragione quando i contendenti sono
così numerosi. Di conseguenza ci si
trova poi a non avere nemmeno mezzi per rimaneggiare il team e scommettere in
qualche inserimento rinvigorente, dal momento che tutto ciò che rimane sul
piatto non sono che briciole insipide. Praticamente un’asta iniziale che è
definitiva, e se le cose vanno male si trasforma in una sorta di condanna. Si
possono facilmente comprendere allora decadimenti della motivazione e
dell’interesse per il gioco, col rischio dell’abbandono alla partecipazione
attiva che è sempre dietro l’angolo. Ed è questa un’ulteriore sciagura a
cascata che si abbatte sul campionato. Un giocatore che abbandona il proprio
team a sé stesso non solo impoverisce la lotta, anche se condotta nelle
retrovie, ma facilmente blocca ad un utilizzo poco fruttuoso tutti gli elementi
acquisiti. Con questi presupposti si giunge di fatto al congelamento coatto del
campionato. Niente da comprare, nessuno che vende, equipaggi abbandonati che si
aggirano come fantasmi inquieti tra le classifiche e i Fanta GP.
Potenzialmente però, questi elementi sotto sfruttati potrebbero cambiare le sorti di qualcun altro, che magari non demorde ed insiste nel portare a compimento la propria stagione facendo comunque il meglio che può.
Potenzialmente però, questi elementi sotto sfruttati potrebbero cambiare le sorti di qualcun altro, che magari non demorde ed insiste nel portare a compimento la propria stagione facendo comunque il meglio che può.
Si potrebbe pensare allora ad un sistema per sanare
in qualche modo situazioni stagnanti come quella descritta, magari emettendo degli
avvisi verso i team manager che saltano l’invio per un paio di gare
consecutive. Inizialmente si inoltrano solo dei warnig ma poi, in caso di
persistenza dell’assenza dal gioco attivo, si giunge allo smembramento della scuderia
lasciata andare alla deriva, con la messa a disposizione nel mercato
infrastagionale degli elementi liberati.
Un sistema che potrebbe rivitalizzare un campionato atrofizzato e dall’esito ormai scontato, rimescolando le carte e riaccendendo nuovi interessi. Oppure in alternativa la cosa potrebbe tramutarsi in un pungolo per il team manager demotivato, invogliandolo nuovamente alla partecipazione di fronte alla concreta minaccia di vedersi smantellare la squadra. In entrambe le eventualità si darebbe una scossa all’immobilismo instauratosi, favorendo azioni in grado di portare cambiamenti ai risultati e alle classifiche. Si pensi per esempio che alla classifica per team contribuiscono anche le seconde guide, e l’inattività o meno di una squadra può avere influenza sui piazzamenti di molti equipaggi di seconda fascia. Insomma, un metodo che permetta di oltrepassare il sistema dello schieramento automatico della formazione, sistema che, tra le altre cose, con la sua inerzia lascia aumentare autonomamente capitali di crediti inutilizzati, che non vengono immessi nel circolo dell’economia del campionato e che non generano alcun aumento di competitività su nessun fronte.
Un sistema che potrebbe rivitalizzare un campionato atrofizzato e dall’esito ormai scontato, rimescolando le carte e riaccendendo nuovi interessi. Oppure in alternativa la cosa potrebbe tramutarsi in un pungolo per il team manager demotivato, invogliandolo nuovamente alla partecipazione di fronte alla concreta minaccia di vedersi smantellare la squadra. In entrambe le eventualità si darebbe una scossa all’immobilismo instauratosi, favorendo azioni in grado di portare cambiamenti ai risultati e alle classifiche. Si pensi per esempio che alla classifica per team contribuiscono anche le seconde guide, e l’inattività o meno di una squadra può avere influenza sui piazzamenti di molti equipaggi di seconda fascia. Insomma, un metodo che permetta di oltrepassare il sistema dello schieramento automatico della formazione, sistema che, tra le altre cose, con la sua inerzia lascia aumentare autonomamente capitali di crediti inutilizzati, che non vengono immessi nel circolo dell’economia del campionato e che non generano alcun aumento di competitività su nessun fronte.
Alessandro
Team Bielle Roventi
Campionato Senna